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giovedì 19 gennaio 2012

The Booth

Entri in un locale. 
Ad un tavolo in fondo, è seduto un uomo (interpretato da Xander Berkeley). 
Ti avvicini, ti siedi e gli chiedi di esaudire un tuo desiderio. 

A quel punto ti viene proposto un accordo. 
L'uomo tira fuori una misteriosa agenda e ti chiede di fare qualcosa. In cambio il tuo desiderio verrà esaudito. Potrebbe essere qualsiasi cosa, da uccidere una persona a salvarne un'altra.

E' questa la trama di The Booth, serie scritta da Christopher Kubasik e diretta da Jessica Landaw.

Tutti gli episodi sono girati all'interno di questo locale, cosa che potrebbe far pensare ad una struttura noiosa o monotona del prodotto.
E invece no. 
Infatti il meccanismo narrativo rende ogni episodio davvero godibile. L'intreccio delle vite dei personaggi e il mistero della trama e dell'identità di quello che si definisce un "mediatore", rende The Booth una serie molto interessante.

Al momento gli episodi sono cinque e sono stati trasmessi sul canale 131 di Sky, su MySpace, sul sito www.fxtv.it, e vista la breve durata degli episodi, anche sui cellulari (canale FX Mobile).



di Giuseppe Cangemi

venerdì 28 maggio 2010

Bright Falls


La nebbia, il bosco con i suoi inquietanti misteri. A tratti le atmosfere ricordano quelle di Twin Peaks di Lynch. Un intreccio narrativo aperto e smagliato come quello di Lost. Tutti questi sono gli ingredienti del progetto cinematografico prodotto dalla Microsoft per il lancio del videogame Alan Wake. Bright Falls è una miniserie web, ideata come prequel del gioco e diretta dal regista Philip Van
Fin dalle prime immagini, i sei cortometraggi, mostrano un'indipendenza inaspettata rispetto alla piattaforma ludica. Un esperimento simile venne proposto per il lancio di Assassin creed 2 : Linage, ma rimanendo fortemente ancorato al gioco non riuscì ad assumere un'autonomia artistica che Bright Falls invece mantiene.
Seppur curato nella fotografia (dir. Fotografia Lyle Vincent), e con interessanti proposte registiche, Bright Falls assume i connotati cinematografici grazie alla presenza di dialoghi essenziali, contrapposti ad immaggini surreali, in cui tutto diventa misteriosamente terrificante.

Così la famiglia di obesi al punto di ristoro (secondo episodio) assume fattezze inaspettate, in cui la risata invece di allegerire la scena diventa diabolica sottolineando l'estranea alieneazione del protagonista: il cronista Jake Fisher (interpretato dal bravo Christopher Forsyth).
Inviato in un piccolo paese montano per intervistare uno scrittore, Jake si scontrerà con forze ignote.

Una recitazione essenziale, fatta di sguardi e silenzi colti con mestiere dal regista, in cui gli occhi dell'eroe diventano veri protagonisti della serie.
La musica (Black Iris), che si concede a ruolo di didascalia, permette in quei pochi minuti di durata (ogni episodio è 5 minuti circa) di amalgamare bene il cortometraggio.
Un' inapsettata sorpresa che immerge fin da subito lo spettatore in una storia affascinante e intrigante che crea immediatamente il bisogno di vedere l'episodio successivo.

Da segnalare anche il romanzo, reperibile su Amazon.com, a questo indirizzo.

I siti della serie:
http://www.brightfalls.com/
http://brightfalls.blogspot.com/

Gli episodi su Youtube.

Episode 1: Oh Deer
Episode 2: Time Flies
Episode 3: Lights Out
Episode 4: Local Flavor
Episode 5: Off the Record
Episode 6: Clearcut

di
Floriano Franzetti e Giuseppe Cangemi
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