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giovedì 19 gennaio 2012

The Booth

Entri in un locale. 
Ad un tavolo in fondo, è seduto un uomo (interpretato da Xander Berkeley). 
Ti avvicini, ti siedi e gli chiedi di esaudire un tuo desiderio. 

A quel punto ti viene proposto un accordo. 
L'uomo tira fuori una misteriosa agenda e ti chiede di fare qualcosa. In cambio il tuo desiderio verrà esaudito. Potrebbe essere qualsiasi cosa, da uccidere una persona a salvarne un'altra.

E' questa la trama di The Booth, serie scritta da Christopher Kubasik e diretta da Jessica Landaw.

Tutti gli episodi sono girati all'interno di questo locale, cosa che potrebbe far pensare ad una struttura noiosa o monotona del prodotto.
E invece no. 
Infatti il meccanismo narrativo rende ogni episodio davvero godibile. L'intreccio delle vite dei personaggi e il mistero della trama e dell'identità di quello che si definisce un "mediatore", rende The Booth una serie molto interessante.

Al momento gli episodi sono cinque e sono stati trasmessi sul canale 131 di Sky, su MySpace, sul sito www.fxtv.it, e vista la breve durata degli episodi, anche sui cellulari (canale FX Mobile).



di Giuseppe Cangemi

lunedì 17 gennaio 2011

The Walking Dead

Splatter è splatter. Ma non c'è da meravigliarsi, visto il tema affrontato in questa serie horror creata fa Frank Darabont e basata sulla serie a fumetti di Robert Kirkman e illustrata da Tony Moore e Charlie Adlard.

Infatti gli eventi narrati in The Walking Dead sono ambientati subito dopo una catastrofe mondiale in cui, dopo una infezione globale, il mondo viene popolato da zombie che se ne vanno in giro a divorare gli ultimi malcapitati superstiti.
In questa prima serie la storia ruota attorno ad su uno sparuto gruppo di persone, guidate dall'agente di polizia Rick Grimes, che deve confrontarsi con una vera e propria catastrofe apocalittica. Devono lottare per sopravvivere sia agli attacchi dei "morti che camminano", che al dolore causato dall'aver visto i propri cari morire o diventare zombie e ancora resistendo al terrore che una situazione del genere comporterebbe.
George Romero
Le città sono ormai popolate quasi esclusivamente dai morti che a centinaia vagano in cerca di cibo. Muoversi tra le strade un tempo vive e popolate di gente, adesso è un vero e proprio incubo. Un incubo però spesso inevitabile.

Certo il tema non è dei più originali. Quando George Romero, nel 1968, creò questo filone cinematografico fu uno dei più fortunati del cinema. Sto parlando de "La notte dei morti viventi", film cult al quale sono ispirati decine di lavori sul genere. Infatti di film sugli zombie se ne trovano davvero tanti, tantissimi. Alcuni belli, altri davvero brutti, anzi osceni e ridicoli e altri ancora che rappresentano una via di mezzo.

Il risultato di The Walking Dead è decisamente buono. Le atmosfere e la fotografia si prestano perfettamente a creare la giusta ambientazione. Molte scene, come già accennato, sono decisamente forti, specie per una serie TV. Il filo narrativo non è eccessivamente articolato ma è lineare ed essenziale e riesce a portare avanti la storia in modo pulito fino alla fine. I personaggi sono azzeccati ed equilibrati nel contesto.

Questa prima serie è costituita da appena sei episodi ma è già stata confermata una seconda stagione di altri tredici.

Consiglio vivamente questa serie agli amanti del genere e la sconsiglio altrettanto vivamente che ai deboli di stomaco...

di Giuseppe Cangemi

giovedì 13 gennaio 2011

Persone Sconosciute

Persone Sconosciute è stato trasmesso dalla RAI dal 10 Settembre al 3 Dicembre 2010. A chi non l'avesse visto lo consiglio. L'idea c'è. Gli ingredienti ci sono tutti. Il mistero, la sensazione del complotto, un'ambientazione che non lascia dubbi alla situazione ed evoca qualche traccia di inquietante angoscia. 
Un gruppo di persone si sveglia, ognuno di loro in una camera d'albergo. Si rendono conto di  essere in una cittadina deserta, isolata, persa nel nulla. Nessuno sa come sia arrivato e il perché ci sia finito. Tutti perfetti sconosciuti che si ritrovano ad essere osservati da telecamere di sorveglianza che seguono ogni loro movimento come se fossero della cavie.

Così inizia Persone Sconosciute, la serie statunitense prodotta da Fox Television Studios e ideata da  Christopher McQuarrie

Il gruppo proverà a fuggire dalla città fantasma rendendosi immediatamente conto che è praticamente impossibile. Si svilupperanno delle dinamiche psicologiche molto interessanti che, col procedere degli eventi, conducono a rivelazioni inquietanti che sorreggono l'attenzione dello spettatore.
Persone sconosciute è un'interessante serie sviluppata senza l'impiego di enormi capitali, come accade per altre serie. L'idea di fondo è il punto di forza capace di dimostrare che per realizzare una bella serie TV non sia sempre necessario l'impiego di stratosferici investimenti di denaro. 

Tra i co-finanziatori c'è anche la RAI. E proprio questo mi porta a riflettere su un punto che mi ha spesso lasciato perplesso. In Italia si producono per lo più fiction e telefilm come Carabinieri e simili, senza mai pensare a produrre qualcosa di diverso (fatta qualche piccola eccezione) che invece si preferisce acquistare dall'estero. Lo trovo un vero peccato, anche perché se è possibile finanziare una serie estera, credo possa essere possibile investire del denaro per realizzare qualcosa di davvero meritevole e originale in Italia, e sono certo che le idee non mancherebbero. Ma questo è solo il mio punto di vista.

Tornando a Persone Sconosciute, il finale della prima serie, che si può intuire già dagli ultimi episodi, riesce a catturare inevitabilmente l'attenzione dello spettatore, ad incuriosirlo e proiettarlo al prossimo...scopritelo da soli!

di Giuseppe Cangemi

venerdì 17 dicembre 2010

True Blood


La letteratura ha conferito un'aura di romanticismo alla figura del vampiro. Figura schiva, affascinante e intrigante. Sfuggente e costretto a vivere nascosto nell'oscurità, occupando un posto nell'immaginario della gente tra la legenda e una verità che si cerca di allontanare. 

Il più famoso dei vampiri letterari, Dracula di Bram Stoker, incarna tutto questo. L'amore e la tragedia che hanno portato il principe a scivolare verso una dannazione abbracciata nella disperazione dell'anima.

Poi si fa un passo avanti e si arriva a True Blood
Basato sui libri di Charlaine Harris, True Blood è una serie statunitense che racconta di un mondo in cui i vampiri sono usciti allo scoperto e si stanno inserendo nella società umana. Ambientato nella fittizia cittadina di Bon Temps, in Louisiana, si intrecciano le vicende e gli amori dei protagonisti in un misto di sesso e violenza in una chiave decisamente originale.

La storia gira attorno a  Sookie Stackhouse, una cameriera che ha il dono di leggere i pensieri della gente e Bill Campton, un vampiro di 173 anni. Tra i nasce un legame molto forte che li porta a doversi scontrare con i pregiudizi di entrambe le specie. Nella serie, ovviamente, è molto presente il tema della convivenza tra società diverse, le problematiche e le difficoltà nell'accettare ciò che è diverso e che si ha la paura di conoscere.

Vincitrice di diversi premi, tra cui il Golden Globe 2009, due Satellite Awards e due Broadcast Music Incorporated, True Blood è stta candidata a nove Scream Awards 2009, vincendone quattro. In questa serie, che mescola horror e dramma, sono comuni molte scene splatter e di sesso esplicito, cosa che se da un punto di vista ha causato diverse polemiche, dall'altro è stata una sorta di caratterizzazione della serie che è andata oltre i comuni standard diventando di fatto uno dei punti di forza della HBO.

Per gli amanti del genere, True Blood è senza dubbio una serie da vedere.

di Giuseppe Cangemi

mercoledì 15 dicembre 2010

Caprica

Battlestar Galactica, a mio avviso, è una delle serie TV più riuscite e meglio realizzate della storia delle serie televisive. Tale successo è dovuto a diversi fattori. La storia intrigante, ricca e ben raccontata, la regia, le atmosfere, i dialoghi, la caratterizzazione dei personaggi, tutti aspetti che ne hanno fatto un cult.

Coloro che hanno amato questa serie, remake di quella del '78, hanno però un vero e proprio obbligo: rivivere i momenti e le vicende che hanno portato alla nascita dei cyloni. L'antefatto della caduta delle dodici colonie di Kobol lo si trova nella serie Caprica.

Caprica, sempre con lo zampino di Ronald D. Moore, narrà le vicende di alcune famiglie di Caprica e Tauron. Le vicende, ambientte 58 anni prima della caduta, vedono come principali protagonisti il padre dell'ammiraglio Bill Adama, in questa serie ancora bambino, Daniel Graystone e sua figlia Zoe.

In un momento in cui la società delle colonie vive il suo apice tecnologico, avvengono gli eventi che mescolano politica, religione, malavita, razzismo e drammi familiari che in qualche modo condurranno alla nascita dei cyloni.
Come in Battlestar Galactica, anche in Caprica la religione gioca un ruolo fondamentale. E' infatti attorno al nascente culto monoteista che si sviluppano gli eventi che portano avanti la storia. 
La serie, a scanso di equivoci, non ha praticamente nulla a che vedere con Battlestar Galactica. Atmosfere diverse, situazioni e intreccio narrativo molto distanti da quelli visti nella serie madre, ma tuttavia appassionante e ben realizzata.
Assolutamente da non perdere.

di Giuseppe Cangemi

sabato 29 maggio 2010

Battlestar Galactica


Era il 1978 quando Glen Larson produsse Galactica, una serie televisiva di fantascienza.
Ne fu prodotta una sola stagione che non ebbe, all'epoca, troppa fortuna.
Passarono gli anni, fino a quando, nel 2004, il genio di Ronald D. Moore non realizzò il remake: "Battlestar Galactica".
Il signor Moore, prende spunto dalla serie originale, rimescola, cambia il tutto con una sapienza e una maestria che ha prodotto una delle serie di fantascienza più belle, se non la più bella in assoluto.

I personaggi sono stati rimodulati, cambiati nei tratti psicologici ma addirittura nella loro essenza. Il tenente Starbuck, interpretato dal Dirk Benedict, l'indimenticabile "Sberla" di A-Team, ad esempio, diventa il capitano Kara Thrace, interpretato da Katee Sackhoff. C'è la figura del Conte Baltar, le cui fattezze erano quelle di John Colicos, trasformato in uno scienziato geniale e molto più giovane del suo predecessore, interpretato da James Callis.
C'è anche il caso di un attore, Richard Hatch, che interpreta due personaggi in entrambe le serie, quella del '78, in cui interpreta il capitano Apollo, e quella del 2004, in cui è Tom Zarek.

Insomma Ronald D. Moore ha rimescolato il tutto riuscendo a creare ben quattro stagioni di una serie ormai amatissima dagli amanti del genere ma capacissima di attrarre anche chi non segue la fantascineza.

E' d'obbligo anche segnalare la splendida e azzeccata colonna sonora originale che riesce a creare le atmosfere giuste per un totale coinvolgimento dello spettatore.

La trama racconta le vicende dell'ultima colonia di un popolo spazzato via dai Cylon, una razza di macchine intelligenti e senzienti che si ribellano ai loro creatori. Quelle poche decine di migliaia di superstiti, gli ultimi della loro specie, iniziano,braccati dai loro carnefici, un lungo esodo in cerca di una nuova casa.

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